A cosa serve il prednisolone e indicazioni d'impiego
Il prednisolone è un corticosteroide sintetico appartenente alla famiglia dei glucocorticoidi. Ha una potenza antinfiammatoria circa quattro volte superiore a quella del cortisolo prodotto naturalmente dalle surreni, con una tendenza minore a trattenere liquidi e sodio. Viene impiegato come terapia di prima linea in reumatologia, pneumologia, dermatologia e allergologia per spegnere infiammazioni acute e processi autoimmuni.
A differenza degli antinfiammatori non steroidei (come ibuprofene o diclofenac), che si limitano a bloccare gli enzimi ciclossigenasi, il prednisolone entra nel nucleo delle cellule e ne rimodula l'espressione genica. Questo meccanismo blocca alla radice la produzione di citochine infiammatorie e riduce drasticamente l'iperattività del sistema immunitario.
Quadri clinici autorizzati da Swissmedic: Attacchi acuti di asma e BPCO; reazioni allergiche severe; artrite reumatoide, polimialgia reumatica e lupus eritematoso; dermatiti gravi e psoriasi estesa; malattie infiammatorie croniche intestinali (morbo di Crohn, colite ulcerosa); glomerulonefriti e nefropatie autoimmuni.
Come agisce nell'organismo
Una volta assorbito nell'intestino, il prednisolone si lega ai recettori dei glucocorticoidi nel citoplasma. Il complesso entra nel nucleo cellulare dove agisce su due fronti:
- Blocco dei geni infiammatori: disattiva i fattori di trascrizione NF-kB e AP-1, arrestando il rilascio di interleuchine (IL-1, IL-6) e TNF-alfa.
- Stimolo delle difese endogene: promuove la sintesi di lipocortina-1, bloccando a monte la cascata dell'acido arachidonico che genera prostaglandine e leucotrieni.
- Riduzione dell'edema: stabilizza le membrane cellulari e chiude le fessure vascolari, riducendo rapidamente gonfiore, calore e dolore nei tessuti colpiti.
Ai dosaggi prescritti dal medico, riduce inoltre temporaneamente il numero e l'attività dei linfociti T, arrestando l'aggressione contro i tessuti dell'organismo nelle patologie autoimmuni.